sempre sui rapporti fra realtà e spettacolo

Il fatto: una motovedetta di fabbricazione italiana e in forze alla marina libica con a bordo anche finanzieri italiani (impegnati a formare i militari libici) spara su un peschereccio Italiano in acque che in base ai trattati internazionali sono internazionali e che la Libia ha dichiarato unilateralmente sue. Nessuno si fa male ma pare che ci sia mancato poco (questo rischio non è stato smentito da nessuno, è accertato che gli spari non erano in aria).

AVVERTENZA. Il tema qui non è il fatto in se’ ne’ lo sono le dichiarazioni di alcuni ministri, che giudico avventate o semplicemente disgustose. Il tema è riflettere su come la realtà viene rappresentata. Insomma, è quello che chiamerei un meta-post.

Appassionato come sono del cinema dell’orrore mi lancia nella lettura dei titoli on line dei quotidiani e in particolare del Giornale che mi da sempre grandi soddisfazioni.
L’evento viene trattato oggi come terzo titolo centrale e vabbé ogni testata ha le sue priorità. Il titolo è
“Libia, Frattini: sapevano di pescare illegalmente
Il titolo è interessante e si presta molto bene a formare l’idea di uno scenario alla “se la sono cercata” che poi è coerente con la linea del giornale, adottata automaticamente nei casi in cui ad un italiano all’estero non in divisa succede o sta per succedere qualcosa di brutto (sequestro operatori umanitari, morte inviati di guerra turisti estremi spataccati etc.)

Comunque mi tuffo alla ricerca del pensiero del nostro Ministro degli Esteri, considerando una delle due seguenti possibilità:
a) è emerso da ulteriori accertamenti che il peschereccio si trovava in acque riconosciute dai trattati come territoriali libiche
b) l’Italia ha alla fine risolto l’annosa disputa sulla territorialità del Golfo della Sirte accettando le rivendicazioni Libiche in deroga ai trattati. La cosa sarebbe possibile e magari sta in quell’accordo segreto che l’Italia ha stipulato con il paese nordaficano (anche se in questo caso avrebbero si pescato illegalmente ma non potevano saperlo essendo gli accordi segreti appunto, pe rloro natura, SEGRETI).

In ogni caso, niente di tutto questo. La dichiarazione di Frattini che trovo nel testo, in buona parte virgolettata, è la seguente

“Abbiamo avuto doverose scuse ufficiali dalla Libia – spiega Frattini – Moussa Koussa (il ministro degli Esteri libico) mi ha cercato per confermarmele in modo diretto e personale”. Il titolare della Farnesina spiega che la Libia ci informerà sui risultati della sua inchiesta ma ha sottolineato che quello che è avvenuto rientra in un problema che va avanti da molti anni. Lo spazio marittimo in cui è avvenuto l’incidente è considerato dalla Libia come proprio mare territoriale “nel quale pacificamente i pescherecci italiani vanno a pescare in molti casi non succede niente, in altri ci sono incidenti come sequestri di pescherecci, a volte arresti di marittimi italiani che poi sono stati sempre rilasciati rapidamente”. Frattini spiega che il governo italiano “ha cominciato a lavorare per definire un accordo di pesca italo-libico: si tratta di una questione vitale”.

Tradotto: i Libici pensano che quel mare è roba loro, ogni tanto quando gli gira si incazzano e sequestrano qualche pescatore, sarebbe bene metterci d’accordo ma per ora non ci siamo riusciti.

Insomma si evince che il titolo non trova alcun riscontro nel testo del pezzo. Prassi molto comune, che possiamo liquidare come semplice sciatteria tutto sommato comune. Ma attenzione: non sciatteria nel riportare notizie, ma nell’inventare la realtà. Come ogni buono scrittore di fantastico sa, un mondo inventato deve avere una sua coerenza interna altrimenti il lettore non ci crede. Vero che con i lettori di giornali molto spesso si limitano a leggere il titolo mentre i lettori di libri vanno di solito un po’ oltre, ma in ogni caso questa volta i creativi del Giornale hanno perso un pezzo per strada. Hanno come dire gettato il cuore oltre troppi ostacoli. Oppure semplicemente hanno contato sul fatto che nessuno legge i loro articoli. In entrambi i casi. siamo di fronte ad un altro caso in cui la realtà è del tutto ignorata a favore della sua invenzione.

NB: Attenzione. Non sto dicendo che Frattini non ha mai dichiarato ANCHE che il peschereccio pescava illegalmente. Leggendo altri giornali evinco che probabilmente lo ha fatto, però è stato prontamente smentito e verosimilmente la dichiarazione riportata nell’articolo è quella fatta in seconda battuta. Spesso l’invenzione di una realtà alternativa si da con la selezione e giustapposizione di elementi reali. Lo diceva già Cartesio nelle meditazioni metafisiche se ben ricordo. Ma il fatto che l’ippogrifo abbia il corpo di un cavallo (che esiste) e le ali di un’aquila (che esiste) non lo rende più reale, no? O forse sì…

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