il consenso nell’era della sua riproducibilità tecnica

Circa tre mesi fa ho smesso di fumare.  Fumavo più o meno accanitamente dalla fine del liceo, il che vuol dire da un sacco di tempo. Per farlo ho letto un libro che a quanto pare hanno letto e stanno leggendo in tanti. Niente di speciale, come libro. Cioè le solite tecniche che chiunque abbia avuto a che fare con motivatori, PNL e gente come Virgilio Degiovanni conosce (sì, sono fra questi…). Anzi qui dentro se ne trovano pure un po’ meno di quanto ci si potrebbe aspettare da un libro del genere, per di più americano. Più che altro si capisce che certi sistemi sono le basi su cui il libretto è costruito. Anche le informazioni terrorizzanti sul fumo (che ci sono tutte anche se non sono il core del testo) sono ben note a chiunque fumi. In ogni caso erano tutte ben note a me. Niente di nuovo insomma. Però ho smesso di fumare indi il libro ha funzionato. Poi ho cominciato a chiedermi perché. Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente tuttavia questa riflessione mi ha portato a chiedermi se sarebbe altrettanto facile convincermi a fare o non fare qualcos’altro che magari non voglio. Tipo votare Lega o iscrivermi ai Team della Libertà. Temo sia così. Insomma esistono strumenti per indurci a fare qualsiasi cosa. Ma allora, tenuto conto che tali strumenti sono ormai ben noti e ampiamente disponibili e anzi utilizzati su larga scala, ha ancora senso un sistema in cui le scelte che riguardano la comunità sono decise a maggioranza? Insomma, la democrazia ha ancora senso nell’era della riproducibilità tecnica del consenso?

(nella foto Dexter Gordon, ovvero fumare fa male specie se ti guadagni da vivere soffiando dentro un tubo di ottone, ma è sicuramente molto fotogenico)

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3 Responses to il consenso nell’era della sua riproducibilità tecnica

  1. alessandro ha detto:

    ottima domanda. di sicuro ha senso continuare a farsi domande così, senza mai presumere di essere arrivati alla “delega perfetta”, che non esiste.

  2. alga ha detto:

    mia cugina ha smesso di fumare, con quel libro.
    io invece credo che continuerò (e naturalmente non leggerò il libro).

    è idiota e autolesionista, ma mi piace un casino 🙂

  3. imadashell ha detto:

    sarebbe però un test interessante se un fumatore convinto e non motivato a smettere lo leggesse. Se lo fai e smetti poi comincio seriamente a preoccuparmi…

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