re-visioni: Sentieri Selvaggi

Quello che non sopporto più, oggi, sono i brutti film

Avvertenza: se siete fra quelli che non hanno ancora visto Sentieri selvaggi (1) non leggete questo post perché vi svela alcune cose sulla vicenda del film e (2) vedetelo!

Io lo ho rivisto qualche sera fa. Decisamente un film fatto di contrasti.

Uomini – donne

Coloni – nativi

Nordisti – Sudisti

Texani – federali

Alcuni contrasti vivono all’interno dei personaggi (per esempio il reverendo Clayton, al tempo stesso pastore e ranger)

Spesso i contrasti vengono messi in scena nella stessa immagine:

Interni – esterni

Altre volte si alterna. Caldo contro freddo (durante la quest Ethan e Martin si muovo sempre o nel deserto o in un paio di occasioni in mezzo alla neve)

Moltissime sono le inquadrature in cui si vedono praticamente solo l’azzurro del cielo ed il giallo del deserto.

Una delle mie preferite: gli indiani circondano il drappello di coloni che gli sta dando la caccia. I bianchi in valle, gli indiani in fila che sul crinale della collina si stagliano contro il cielo:

Nella narrazione il contrasto è una vera e proprio regola. Praticamente in tutto il film non vediamo MAI due personaggi interloquire senza essere in contrapposizione più o meno esplicita (dal ritorno di Ethan con il suo incontro col fratello Aaron fino alla scazzottata finale fra Charlie e Martin), senza contare il rapporto Ethan/Martin che percorre tutto il film.

Questa nettezza anche visiva ha l’effetto di far risaltare ancora di più tutto quello che esce da questo schema continuamente riaffermato. Così quando Ethan raggiunge Debbie/Nathalie Wood e invece di spararle (cosa a cui tutto il film ci ha preparato) la abbraccia capiamo di trovarci proprio di fronte al nucleo della vicenda. Che è una storia che parla, su tutto, di identità incerte e meticce e del percorso che conduce alla loro affermazione. Ethan odia Martin per il suo essere (per “un ottavo”) indiano, odia gli indiani al punto di uccidere i bisonti per affamarli, odia Debbie per il suo essere diventata la moglie di un indiano. Però poi lascia la sua eredità a Martin, prova compassione per gli indiani massacrati dai militari – la bellissima sequenza nell’accampamento indiano devastato –  e quando alla fine raggiunge Debbie non la uccide ma la abbraccia riconoscendola comunque come la bambina che sollevava da terra con lo stesso gesto all’inizio del film.

La lunga quest di Ethan si conclude così con una presa d’atto che i tempi son cambiati e che le diversità vanno vissute. Ma a questo punto Ethan non può che lasciare che la porta si chiuda su di lui tagliandolo fuori da quel futuro che si afferma -anche grazie a lui –  nella casa (ancora il dentro/fuori), e rimane in quel deserto che prima o poi scomparirà per fare posto al giardino della civiltà, come profetizza Maria Jorgensen. Noi restiamo dall’altra parte nel buio della casa/sala.

Attuale, no?

PS: Le immagini le ho saccheggiate prevalentemente da qui. Dateci un’occhiata vale la pena. Peccato che a quanto pare non viene più aggiornato.

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5 Responses to re-visioni: Sentieri Selvaggi

  1. alga ha detto:

    non so.
    non amo i western, a parte mezzogiorno e mezzo di fuoco di mel brooks 😉

    in compenso stasera ho visto la pecora nera di ascanio celestini.
    è un grande film.
    appena lo digerisco, ci scrivo un post.

  2. imadashell ha detto:

    Io ho ricominciato a vedere western dopo decenni di astinenza. Ci sono ritornato qualche mese fa attraverso un percorso alquanto tortuoso (che parte da un post su Carmilla su Francesco Dimitri e così via….). E rivedendoli con sguardo attento, se si va oltre il primo impatto (cavalli sparatorie polvere, insomma tutto quello che la mia compagna riassume in “vit’ e mmerd'”) si ha accesso a dei veri tesori. E si scopre anche che John Ford quando parla dell’America si colloca un po’ a sinistra di Chomsky

  3. alga ha detto:

    a pensarci bene potrei riprovarci con mio figlio (si sa che è roba da maschi), anche se lui preferisce la fantascienza, e anche lì, a parte alien, dark star (il mio preferito), blade runner, solaris, 2001 odissea nello spazio, son messa male 🙂

    comunque ho “digerito” celestini, anche se mi ha fatto passare una notte insonne 😉

  4. imadashell ha detto:

    attendo la recensione allora! dark star è fantastico, indimenticabile il dialogo con la bomba!

  5. Galliolus ha detto:

    The Searchers è veramente il più bel film di tutti i tempi. Visto decine di volte, potrei citarlo a memoria; ho usato il dialogo tra Martin e Laurie per le partecipazioni del mio matrimonio. Ma — come sempre accade per i capolavori — c’è sempre da imparare qualcosa di nuovo. Grazie.

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