Saran 300.000 giovani e forti

Sicuramente le vicende dei prossimi giorni mi smentiranno, e arriveranno tutti dal primo all’ultimo, questi 300.000disperati in fuga dal o attraverso il nord Africa di cui ci parla il Governo della Repubblica. Però

– in base alla mia modesta conoscenza di questa faccende

– viste e considerate le cifre di precedenti flussi migratori massicci da queste parti  (p. es. Albania verso Italia 1991, circa 40.000 persone)

– considerando inoltre che 300.000 persone non sono una cifra ingestibile per un paese come il nostro, ove ci sia la volontà di gestire un fenomeno e non di farlo sistematicamente e strumentalmente diventare un problema

questi 300.000  migranti di cui parla il governo mi ricordano il milione di nuovi posti di lavoro annunciati qualche anno fa. Diciamo che con quella affermazione condivide lo stile gli obiettivi e la fondatezza. Con l’aggravante della totale irresponsabilità.

 

Aggiunta : “Maggioranza e opposizione non devono prendere lo spunto dalla Libia per scontrarsi ancora una volta su Berlusconi. Qui rischiamo di importare una catastrofe in materia di immigrazione. E di fronte a questo, ma chi se ne importa di Berlusconi…” così Casini. Obiettivo raggiunto.

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7 Responses to Saran 300.000 giovani e forti

  1. alessandro ha detto:

    se sono arrivati 40.000 dall’albania con premesse sociopolitiche paragonabili, quale può essere secondo te una stima attendibile degli arrivi da tutto il nordafrica?
    comunque sia, che ne arrivino mille o mezzo milione, non pensi che sia giusto che sia la comunità europea a gestire il problema? un conto è organizzare l’accoglienza, un altro è dare una prospettiva di permanenza stabile e ragionevole al maggior numero possibile di immigrati (e potenzialmente alle loro famiglie). certo bossi che dice “li spediamo in germania” sta facendo la cosa che gli riesce meglio, cioé il provocatore. ma avrà buon gioco se non sarà l’europa a rispondere alla situazione.

  2. imadashell ha detto:

    Numeri. Veramente non sono in grado di fare stime. Il numero a me pare sopravvalutato a occhio ed in base alla mia esperienza di simili vicende. E soprattutto tenendo conto del fatto banale che fra l’Europa ed il Nord Africa ci sta di mezzo il mare. E comunque il tema numeri è importante. Mille o mezzo milione non è la stessa cosa, nel senso che un paese come il nostro che parla di emergenza e invasione per mille arrivi fa ridere (e dovrebbe far ridere anche per 10.000 o 20.000 se è per quello), per mezzo milione già ha senso porsi il problema.

    Europa. Sono abbastanza sicuro che l’Europa ricoprirà un ruolo nel breve periodo, purtroppo soprattutto di contenimento visto che questa è comunque ormai la tendenza prevalente in tema di migrazione e di gestione flussi migratori. Alla faccia dei diritti umani del diritto di asilo. Quello che sta facendo il Governo Italiano parlando di Europa è solo cercare di salvare la faccia scaricando le responsabilità altrove.

    Per quanto riguarda l’integrazione giova ricordare che l’Italia ottiene regolarmente molti meno fondi europei di quelli a cui potrebbe già accedere per cose come integrazione e assistenza a rifugiati e richiedenti asilo (ossia quelle persone che hanno una verosimile prospettiva di restare regolarmente). Insomma, se i nostri governi avessero voluto, le risorse per l’integrazione l’Europa le avrebbe già potute mettere. Questo accade semplicemente perché la scelta è di non sostenere politiche di integrazione.

  3. imadashell ha detto:

    Su cosa fa sull’immediato l’Europa vedi per esempio:
    http://www.agoravox.it/L-Europa-schiera-navi-e-arei-a.html

  4. Alessandro ha detto:

    ok, ma io non penso tanto ai fondi (che pure sono importanti) ma alla reale accoglienza degli immigrati. non so cosa si fa normalmente, ma ha senso che sia consentito a tutti indistintamente di rimanere in italia? non sarebbe più logico almeno prospettare loro la possibilità di andare anche in altri stati della comunità europea<' posto che ovviamente non li si può deportare a piacimento dalla spagna alla lettonia, dovrebbe essere chiaro a tutti, in primo luogo a loro, che sono arrivati in europa più che in italia.

  5. imadashell ha detto:

    Intanto un po’ di quadro legale.

    (a) In base agli accordi Schengen una volta che un non comunitario è entrato e staziona legalmente in un paese Schenghen (come l’Italia) può spostarsi liberamente in tutta l’area (che grossomodo corrisponde al territorio dell’UE). E spesso lo fa.

    Il punto è che gli ipotetici arrivi sono di due tipi:

    (1) persone che non hanno titolo per entrare o permanere in Italia (quelli che vengono impropriamente detti “clandestini”). Questi o si regolarizzano o si respingono o espellono se già entrati (l’Italia propende praticamente sempre per la prima cosa anche se va ricordato come l’espulsione spesso non sia effettivamente fatta)

    (2) persone che al loro arrivo richiedono asilo. Questi in base alla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati ed alla Convenzione di Dublino non possono essere respinti, e sta al paese di arrivo valutare se hanno o no titolo ad ottenere lo status richiesto. Se lo ottengono poi rientrano nel caso (a)

    Comunque il punto non è per niente questo. Il nostro governo sa benissimo che la maggior parte di chi arriva in Italia non ha particolare intenzione di rimanerci. Però semplicemente sta cercando di mettere le mani avanti e di scaricare il problema altrove. Così quando avremo la gente rinchiusa in centri di accoglienza che sembreranno prigioni, con scandali sui giornali, proteste delle Nazioni Unite etc etc potrà dire “ma è colpa dell’Europa che non ci ha aiutato”.

    Se gli eventuali arrivi di massa modello guerra Jugoslave ci saranno, quello che potrebbe accadere è che a livello Europeo si decide di creare un permesso di soggiorno speciale tipo protezione umanitaria ad hoc per permettere alle persone di restare legalmente per un tempo stabilito. In questo caso però la cosa che si fa praticamente sempre nelle crisi umanitarie è di tenere le persone nel luogo sicuro il più vicino possibile al paese di origine onde favorirne il rimpatrio quando la situazione lo consenta. Ed è giusto che sia così.

    Il tema vero è, come ammette forse involontariamente La Russa, è che se salta il tappo della Libia in Italia arriveranno sicuramente non invasioni ma più richiedenti asilo dalla Africa sub-sahariana (persone che da quando erano stati fatti gli accordi con la Libia arrivavano molto meno, infatti L’Italia ha visto crollare il numero di richiedenti da allora). Persone che hanno tutto il diritto di chiedere asilo e di ottenerlo e che spetta all’Italia gestire (in base agli accordi internazionali ed anche perché lo dice tra le altre cose la sua costituzione, art. 10). E questi saranno in in numeri tali da non consentire nessun richiamo credibile all’emergenza.

  6. alessandro ha detto:

    ok, grazie. è chiaro che una volta accettati vige schengen, chiedevo se era ipotizzabile uno smistamento preliminare. ma se avviene davvero già spontaneamente che la maggior parte degli immigrati arrivino in italia solo come tappa di passaggio il problema non si pone.
    per il resto, le vie dello scaricabarile sono infinite…
    leggo invece qua e là che in libia è alto il rischio di “balcanizzazione”, perché le differenze e le ostilità tra le tribù delle diverse regioni sono abbastanza marcate e per nulla sopite da quarant’anni di dittatura. speriamo che la situazione non degeneri in questo senso, ma se accadesse il numero dei profughi che chiederanno asilo potrebbe aumentare sensibilmente.

  7. imadashell ha detto:

    Io penso che nei prossimi giorni e settimane avremo in Italia una “emergenza profughi”. Però questa non sarà dovuta ad arrivi eccezionalmente numerosi. Da inizio anno sono arrivate circa 6000 persone (una cifra decisamente gestibile diciamo ai livelli del 2008) e il sistema è già arrivato a saturazione. Perché è un sistema costoso ed inefficiente che prevede di concentrare le persone e controllarle in modo simil-carcerario. Un sistema che un paese come l’Italia, inevitabilmente esposto a questo tipo di fenomeno migratorio, non può permettersi (se anche fosse un sistema GIUSTO, e non lo è particolarmente). Però è ormai un sistema intoccabile (infatti nessuno osa metterlo in discussione) e le cui conseguenze sono pagate dai migranti ma anche dai tanti operatori anche pubblici che si trovano a gestire un problema in buona parte creato dagli stessi strumenti messi loro a disposizione con cinico opportunismo.

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