numberi! (2.0)

24 febbraio 2011

oggi non ne posso più della stampa che da i numeri
ANSA: In Libia ci sono ”tra mezzo milione e un milione e mezzo di migranti che vengono dalla regione subsahariana’‘. E’ la valutazione del possibile esodo che e’ stata fatta da fonti diplomatiche del Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, che hanno messo in guardia anche contro il rischio che nel possibile flusso migratorio verso l’Europa si mescolino ”pericoli per l’antiterrorismo”. ”Non possiamo sapere cosa succedera’ nei prossimi mesi” hanno aggiunto le fonti, rispondendo a chi chiedeva previsioni realistiche, precisando che ”non possiamo fare numeri adesso”.

REPUBBLICA: TITOLO: FRONTEX: Possibili 1.5 milioni di arrivi. Dal testo: Ma l’allarme dopo una settimana dall’inizio della rivolta in Libia è generale. L’Italia si scopre preoccupata e invoca l’aiuto di Bruxelles. Per il momento ottiene dal Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, la conferma che la situazione si annuncia pesantissima e gran parte del peso dovrà sopportarlo Roma. Stando alle stime Ue, le rivolte nel Nordafrica potrebbero spingere in Europa tra 500.000 e 1,5 milioni di immigrati che “si dirigeranno principalmente in Italia, Malta e Grecia”. Secondo quanto riferiscono fonti di Bruxelles “si tratta di persone di origine subsahariana che lavorano in Libia e Nordafrica” e che “si dirigeranno principalmente in Italia, Malta e Grecia”.

Il Giornale: NON OSO GUARDARE

Ora, io sono sicuramente prevenuto però mi pare che riproporre le dichiarazioni virgolettate in ANSA nel modo scelto da Repubblica sia alquanto fuorviante. O no? Io tutte ste conferme non le vedo.

Aggiungo una ultim’ora!

CORRIERE – ROMA – «Dobbiamo essere preparati a migrazioni bibliche». Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato a Mattino 5. Le notizie dell’arrivo di possibili flussi di profughi «sono verosimili – ha confermato il ministro spiegando che – già in condizioni normali la Libia è stata il punto di partenza di molti barconi che poi sono arrivati in Italia. Questo flusso – ha ricordato La Russa – si era sostanzialmente interrotto grazie all’accordo con la Libia. In una situazione del genere – tuttavia – oltre al flusso normale potrebbe esserci un flusso straordinario di stranieri cioè di cittadini non libici che vivono e lavorano in Libia». Si tratta circa di due milioni e mezzo di persone, «una percentuale delle quali – ha concluso il ministro – potrebbe cercare di raggiungere l’Europa»

Per ora metto tutto qui. POi con calma proverò a ragionare meglio sull’uso del dato numerico.

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Saran 300.000 giovani e forti

23 febbraio 2011

Sicuramente le vicende dei prossimi giorni mi smentiranno, e arriveranno tutti dal primo all’ultimo, questi 300.000disperati in fuga dal o attraverso il nord Africa di cui ci parla il Governo della Repubblica. Però

– in base alla mia modesta conoscenza di questa faccende

– viste e considerate le cifre di precedenti flussi migratori massicci da queste parti  (p. es. Albania verso Italia 1991, circa 40.000 persone)

– considerando inoltre che 300.000 persone non sono una cifra ingestibile per un paese come il nostro, ove ci sia la volontà di gestire un fenomeno e non di farlo sistematicamente e strumentalmente diventare un problema

questi 300.000  migranti di cui parla il governo mi ricordano il milione di nuovi posti di lavoro annunciati qualche anno fa. Diciamo che con quella affermazione condivide lo stile gli obiettivi e la fondatezza. Con l’aggravante della totale irresponsabilità.

 

Aggiunta : “Maggioranza e opposizione non devono prendere lo spunto dalla Libia per scontrarsi ancora una volta su Berlusconi. Qui rischiamo di importare una catastrofe in materia di immigrazione. E di fronte a questo, ma chi se ne importa di Berlusconi…” così Casini. Obiettivo raggiunto.


MI SONO ROTTO

18 gennaio 2011

Oggi non ne posso più delle puttane del nano. Insomma ok è un puttaniere che si è scopato pure una minorenne. Sarà vero non sarà vero chi se ne frega. In tutti i paesi del mondo una persona su cui possa anche semplicemente avanzarsi il dubbio su una cosa simile, su una percentuale MINIMA delle cose che si stanno raccontando su questo povero vecchio (questa è l’immagine che esce ormai del nano), ecco questa persona sarebbe già fuori dalla vita politica e pubblica. Tutti gli avrebbero voltato le spalle e non se ne parlerebbe neanche più se non per imbarazzo almeno per rispetto ad una persona che ha evidenti problemi di salute mentale. Qui non succede, lui non se ne va, e così ci troviamo i quotidiani ed i siti web di informazione così infarciti di puttane e puttanate che i programmi di protezione dalla pornografia in rete ancora un po’ non ci fanno più aprire neanche il sito di Avvenire!

E che cazzo, BASTA.

Rivendico il diritto alla NON-INFORMAZIONE, ribadisco il dovere di chi informa di selezionare le notizie, esigo che chi mi racconta il mondo ristabilisca una scala di priorità riconducibile ad una realtà altra da quella che circonda nel bene e nel male un singolo povero vecchio disturbato. Anche se è il presidente del consiglio. Basta, di lui ne so davvero abbastanza. Raccontatemi qualcos’altro, qualcosa di VERO. CAZZO.


l’attualità del male

12 gennaio 2011

“Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.”

(Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, 1951)

Uno dice finite le grandi ideologie non si danno più totalitarismi no? E’ ovvio. Ci penso. Non c’è neanche bisogno di scomodare la sopravvivenza dell’ideologia del mercato per capire che non è così. Basta leggere una cosina scritta nel 1951 per chiedersi se non siamo messi peggio oggi che negli anni 30… quando c’erano solo radio e giornali a confonderci le idee e le grandi ideologie erano comunque fenomeni se non locali localizzati.

PS: Il signore nella foto secondo me c’entra assai con tutto questo


professioni e speranze

30 novembre 2010

Quello che non sopporto più oggi sono gli anziani bempensanti, mal facenti e dalle idee vieppiù confuse

“Una ragazza che si dichiarasse prostituta davanti al mondo si preclude tutte le strade per un lavoro futuro, o per trovare un marito”

Leggendo questa frase detta dal presidente del consiglio (è un virgolettato pubblicato sul sito del giornale di suo fratello indi possiamo ritenere la abbia davvero detta o, il che è lo stesso, che ritenga utile che si pensi lo abbia fatto) mi vengono alcuni pensieri:

(1)   Se fossi persona dedita alla prostituzione mi sentirei offesa. Intanto perché un lavoro ce l’ho già indi non mi precludo proprio niente. Quanto al marito non è necessariamente una cosa che sia proprio indispensabile per la propria realizzazione no? E se mi capitasse per le mani o sotto i denti il premier o una sua parte non so se resisterei alla tentazione di fargli molto male.

(2)   Spero sinceramente che quanto detto al punto (2) accada. Senza esagerare, diciamo collocandosi in quella zona grigia che sta fra un forte dolore e il reato di lesioni…

(3)   Qualora il premier faccesse le mie stesse considerazioni questo potrebbe portare infine ad una moralizzazione della vita pubblica (chissenefrega!) e alla possibilità per Silvio Berlusconi di riallocare al sonno le ore che Morfeo pretende da un signore di una certa età quale lui ormai (da anni) è.


NDE – un abbozzo di riflessione su alcuni cattivi costumi del presente

10 novembre 2010

quello che non sopporto più, oggi, sono quelli che negano l’evidenza

Negli ultimi tempi sempre più spesso mi imbatto – sia nel pubblico che sul lavoro e nel privato – in una nuova figura retorica che chiamerò “la negazione dell’evidenza” (NDE per gli amici). Un’arma potentissima. Mi spiego. Nel libro di Italiano di mio figlio (quello che fa la quarta elementare) c’è tutta una parte sugli elementi della comunicazione: emittente, ricevente, messaggio, canale, codice e CONTESTO. La NDE lavora sul contesto e rende praticamente impossibile l’argomentazione in quanto blocca il meccanismo stesso della comunicazione. Negando l’evidenza, ciò che dovrebbe essere comune ed assodato, viene a mancare un contesto condiviso e ci si trova isolati dal proprio interlocutore, nella totale impossibilità di dirgli alcunché.

La NDE ha ovviamente le sue regole. Provo ad elencare le prime che ho identificato.

Ignorare la realtà. Il punto di partenza è che chi pratica la NDE deve ignorare qualsiasi dato di realtà. Attenzione, IGNORALO, non discuterlo o confutarlo. Un po’ come  in questo vecchio film.

Certezze assolute. Per essere davvero efficace la NDE deve basarsi su una certezza assoluta.

Naturalezza. Chi pratica la NDE non deve necessariamente dare enfasi all’affermazione negante, che può essere fatta con la stessa naturalezza con cui si dice in un giorno di pioggia “Piove!”

Sottintendere. Più la negazione è enorme più deve essere data per scontata. Spesso la NDE non viene neppure esplicitamente prodotta ma funziona da fondamento della argomentazione, permeandola così interamente. Questo garantisce anche un certo effetto sorpresa. Ci vuole infatti un po’ di tempo perché l’interlocutore si accorga di trovarsi di fronte a una NDE.

Sul privato gli effetti dell’uso della NDE sono drammatici e portano ad una specie di paralisi del rapporto fra individui, che può sfociare solo nell’allontanamento o  nel conflitto non verbale ma fisico.
Ma è sul piano pubblico che la NDE manifesta maggiormente il suo impatto devastante. Amplificata dall’uso dei media la NDE va infatti ad intaccare la percezione diffusa della realtà. Si perde la capacità di distinguere il vero dal falso accettando le affermazioni del negatore come le uniche vere in virtù della regolarità con cui le incontriamo. Oppure ci si ritira dalla politica nel proprio micro-mondo reale e rassicurante ma politicamente irrilevante. Entrambi fenomeni funzionali agli obiettivi del negatore. La NDE è in fondo il vero segnale della vittoria dell’ideologia. E forse questo spiega gli ultimi anni della nostra storia, no?


il consenso nell’era della sua riproducibilità tecnica

7 ottobre 2010

Circa tre mesi fa ho smesso di fumare.  Fumavo più o meno accanitamente dalla fine del liceo, il che vuol dire da un sacco di tempo. Per farlo ho letto un libro che a quanto pare hanno letto e stanno leggendo in tanti. Niente di speciale, come libro. Cioè le solite tecniche che chiunque abbia avuto a che fare con motivatori, PNL e gente come Virgilio Degiovanni conosce (sì, sono fra questi…). Anzi qui dentro se ne trovano pure un po’ meno di quanto ci si potrebbe aspettare da un libro del genere, per di più americano. Più che altro si capisce che certi sistemi sono le basi su cui il libretto è costruito. Anche le informazioni terrorizzanti sul fumo (che ci sono tutte anche se non sono il core del testo) sono ben note a chiunque fumi. In ogni caso erano tutte ben note a me. Niente di nuovo insomma. Però ho smesso di fumare indi il libro ha funzionato. Poi ho cominciato a chiedermi perché. Non ho ancora trovato una risposta soddisfacente tuttavia questa riflessione mi ha portato a chiedermi se sarebbe altrettanto facile convincermi a fare o non fare qualcos’altro che magari non voglio. Tipo votare Lega o iscrivermi ai Team della Libertà. Temo sia così. Insomma esistono strumenti per indurci a fare qualsiasi cosa. Ma allora, tenuto conto che tali strumenti sono ormai ben noti e ampiamente disponibili e anzi utilizzati su larga scala, ha ancora senso un sistema in cui le scelte che riguardano la comunità sono decise a maggioranza? Insomma, la democrazia ha ancora senso nell’era della riproducibilità tecnica del consenso?

(nella foto Dexter Gordon, ovvero fumare fa male specie se ti guadagni da vivere soffiando dentro un tubo di ottone, ma è sicuramente molto fotogenico)


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